Volendo restare fedeli alla lingua giapponese, la traduzione letterale di onsen tamago, 温泉卵, è uovo alle terme. Proprio così, un uovo a bagno, in una piscinetta calda di mirin e shoyu. Una versione, di questo classico ingrediente anche italiano, leggera e appetitosa. Potremmo dire che assomiglia all’uovo in camicia, ma non saremmo giusti, poiché l’uovo a bagno profuma anche di mare! Provalo, è un compagnone rilassato che sta bene con tutti. In particolare con una bella ciotola di riso bianco che ne esalterà il sapore.

Curiosità sull’uovo alle terme
Questa peculiare ricetta giapponese ha un bizzarro nome proprio perché, di norma, l'uovo viene cotto nell’acqua termale! Bisogna fare un passo indietro però, spiegando l’importanza che i bagni termali (chiamati onsen) possiedono nel paese del sol levante. Quello delle terme, in Giappone, può essere definito un vero e proprio culto, che possiede le sue norme. Spesso gli onsen si trovano in luoghi naturali suggestivi e incontaminati, che regalano un rilassamento totale, di corpo e spirito.
La cottura dell’uovo nelle acque termali, è diversa da quelle a cui siamo abituati in Italia (coque o sodo), poiché conferisce una consistenza peculiare sia al tuorlo che all’albume. Le uova vengono cotte, in appositi cestini di bambù appesi, lentamente e a basse temperature (65°-70°). Sono proprio queste ultime le stesse temperature alle quali, di norma, il tuorlo e l’albume solidificano. Tuttavia l’uovo alle terme non ricorda minimamente l’uovo sodo: il tuorlo rimane morbido e l’albume formato, ma leggero come una nuvola.
Una volta conclusa la cottura si aprono e si mettono a bagno in un profumatissimo brodo di bonito, shoyu e mirin.
Dosi
per 3 uova
Tempo
30 minuti
INGREDIENTI
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